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Don Cristiani e Vallesi in partenza per il Burkina

Don Andrea Pio Cristiani

A trent'anni dalla prima missione in Burkina Faso, parte una delegazione con il fondatore di Shalom e il rappresentante della nazionale cantanti

SAN MINIATO — Era il 1988 quando un giovane parroco da poco arrivato a San Miniato, don Andrea Cristiani, si recò in Burkina Faso insieme a un piccolo gruppo di volontari Shalom invitati dall’allora arcivescovo di Ougadougou, il cardinale Paul Zoungrana, per portare un aiuto alla popolazione. Il paese tra i cinque più poveri al mondo era sconosciuto ai più e stava uscendo da una guerra civile dopo l’assassinio dell’amato presidente rivoluzionario Sankara. Sono passati 30 anni e proprio il 3 gennaio 2018 si recherà di nuovo in Africa una nutrita delegazione del Movimento Shalom guidata sempre da don Andrea Cristiani per ricordare i 30 anni di presenza nel paese degli uomini integri, così sono chiamati i burkinabé.

“All’arrivo a Ouagadougou - ha ricordato don Andrea - fummo subito colpiti dall’estrema povertà: anche la capitale aveva l’aspetto di un villaggio, con strade polverose e capanne di fango. Oggi a distanza di trenta anni, nonostante ci siano notevoli carenze e larga parte della popolazione che vive nella miseria più assoluta è evidente che il paese almeno nelle città principali ha avuto una buona evoluzione e un miglioramento nelle infrastrutture e nei servizi di base. Certo c’è ancora tanto, troppo da fare, ma senza falsa modestia credo che la presenza di Shalom abbia contribuito non poco al progresso del Burkina”.

Oggi il Movimento Shalom è presente con propri aderenti in quasi tutto il paese ed ha progetti in campo educativo, agricolo, sanitario e sociale. A livello economico in 30 anni Shalom ha trasferito nel paese africano oltre 25 milioni di euro, senza contare tutto ciò che i panifici, le aziende di perforazioni di pozzi, gli ostelli, le produzioni agricole di fagiolini hanno prodotto come risultato economico locale. 

La onlus sanminiatese ha inoltre sostenuto economicamente e con continuità mandando a scuola e garantendo un alimentazione minima più di 16mila bambini grazie alle adozioni a distanza, realizzato migliaia di pozzi con le trivelle e le aziende create, realizzato e posto in essere scuole di ogni ordine e grado dalle materne, fino all'Università Ips che nello scorso mese ha avuto anche il prezioso riconoscimento del Cames, che rende validi i diplomi di laurea conseguiti non solo in Burkina, ma anche in gran parte degli altri paesi africani. Senza dimenticare i presidi e i dispensari sanitari, su tutti il centro oculistico di Leo, un'eccellenza per il paese, nonché i panifici sociali dove è nato il famoso Pane Shalom venduto anche nei supermercati italiani, le pizzerie, gli ostelli sempre collegati al mantenimento di case famiglia per orfani o ragazzi di strada, centri di formazione; per non parlare del progetto dei fagiolini verdi e delle altre produzioni agricole, o del Microcredito per le donne, come dei tanti altri piccoli e grandi progetti realizzati e tutt’ora attivi.

“ Dobbiamo ringraziare - ha sottolineato Gabriele Gronchi, presidente di Shalom che sarà presente al viaggio in Burkina - soprattutto le migliaia di persone che con piccole donazioni hanno potuto sostenere a distanza migliaia e migliaia di bambini, tutti i volontari che non solo in Toscana, ma anche in Puglia, in Campania, Lazio e nel nord Italia hanno partecipato e organizzato raccolte fondi e iniziative di cooperazione che hanno prodotto davvero tanta solidarietà e tanta cultura e conoscenza delle realtà e dei diritti dei popoli più poveri. Anche le cooperative, fra tutte Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno ma anche altre, e le aziende come Italsilva sono state e sono tutt’ora partner fondamentali per lo sviluppo e l’aiuto agli ultimi. Infine soprattutto negli anni dal 2000 al 2010 è stato importante l’apporto degli enti locali e della Regione, così come della Conferenza episcopale italiana che grazie hai fondi 8xmille ci permette proprio in questo anno di ultimare lo studentato, la biblioteca e il miglioramento della Università Shalom di Ouagadougou”.

“Dobbiamo costatare con rammarico – ha però segnalato Luca Gemignani, direttore del Movimento - che purtroppo fino ad oggi non siamo riusciti ad attingere ai fondi governativi previsti dalla cooperazione italiana, nonostante i nostri svariati tentativi. Ci dispiace, ma confidiamo che i prossimi governi siano più attenti a realtà come la nostra soprattutto in paesi strategici come il Burkina e non solo.”

Il gruppo che si recherà in Burkina, in partenza il 3 gennaio, è composto da 18 persone alle quali si aggiungono 4 persone partite in precedenza. Della delegazione fa parte anche il cantante Paolo Vallesi che sarà in Burkina Faso non solo per esperienza personale, ma anche come rappresentante della Nazionale Italiana Cantanti con cui Shalom ha realizzato due importanti eventi con le partite “metti in campo il cuore” di Empoli 2016 e Pisa 2017. Eventi che in totale hanno prodotto oltre 100mila euro di solidarietà che sono andati e andranno per garantire scuole, acqua e alimentazione ai bambini del Burkina e non solo; Vallesi infatti parteciperà personalmente alla costruzione di un pozzo resa possibile proprio grazie all’evento di Empoli.

“Oggi più di prima - ha detto don Andrea Cristiani - credo che una cooperazione come quella di Shalom sia lo strumento più efficace e lasciatemi dire più umano per frenare il fenomeno delle migrazioni e della tratta degli esseri umani. Spero che i nostri governanti se ne rendano conto e facciano seguire alle troppe parole fatti concreti e impegni precisi”.

Si allega il programma del viaggio

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