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"Per il Cuoio vogliamo una posizione chiara"

Lo dice Articolo Uno Mdp in riferimento alle posizioni assunte dai sindaci sulla aggregazione dei comuni del comprensorio

SAN MINIATO — "La nostra iniziativa di riporre al centro dell’attenzione politica il tema dell’aggregazione dei Comuni del Valdarno Inferiore, dopo un silenzio durato per tutti i primi tre anni dell’attuale mandato amministrativo, ha provocato numerosi interventi: dispiace che nessuno di essi esprima una linea politica unitaria del PD, il partito di cui fanno parte tutti e quattro i sindaci, e che gli interventi dei singoli amministratori siano diversi l’uno dall’altro", dice Mdp del Valdarno inferiore.

"La posizione del Sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, che sostiene che la collocazione unitaria dei quattro comuni nei collegi elettorali in via di definizione per la Camera dei Deputati e per il Senato “non ci interessa” ci colpisce molto, ma non ci sorprende, e la dice lunga sulle responsabilità dell’interruzione del processo di aggregazione sovracomunale.

In totale contrasto con quanto sostenuto da Gabbanini, e in maggiore sintonia con le posizioni degli altri sindaci, noi pensiamo che rinunciare a una rappresentanza politica unitaria dei 4 comuni anche al livello nazionale significherebbe rinunciare definitivamente a dare a questo territorio una presenza politica adeguata alla sua rilevanza sociale ed economica. E pensiamo anche (e ci interesserebbe anche conoscere in proposito la posizione del PD) che una forza politica che si rendesse responsabile di tale rinuncia difficilmente potrebbe mantenere a lungo un ruolo di governo di questo territorio".

"Non crediamo nemmeno - aggiunge Articolo Uno - che la rappresentanza aggregata dei quattro comuni possa risolversi con una “istituzionalizzazione” del distretto: noi non solo riteniamo che il distretto vada rilanciato, ma anche che le problematiche del comparto produttivo del cuoio, delle pelli e delle calzature mantengano una centralità che richiederebbe ben altra attenzione. Tuttavia una rappresentanza politica generale deve tenere conto anche di altri interessi e di altre problematiche, e non è pensabile che si esaurisca nel rapporto tra i quattro sindaci e i presidenti delle associazioni imprenditoriali.

Non siamo attaccati a soluzioni istituzionali predefinite, ma pensiamo che l’unico soggetto che potrà dirsi titolato a una rappresentanza politica unitaria del comprensorio dovrà essere un’assemblea rappresentativa delle maggioranze e delle minoranze, che operi in rapporto non solo con le associazioni imprenditoriali, ma anche con i sindacati, col mondo del volontariato sociale e con tutti gli altri soggetti associativi, che abbia al centro della propria funzione una definizione unitaria delle politiche urbanistiche, socio-sanitarie, scolastiche e della programmazione delle infrastrutture, e che abbia un’autorevolezza e una legittimazione tale da poter interloquire con la Regione e con gli organi dello stato: cosa che non può fare da solo nessuno dei 4 comuni, San Miniato compreso che, isolato nell’area fiorentina conterebbe quanto un’appendice di Empoli.

Ci appare singolare anche che, intervenendo sulle vicende a lui ben note della Cassa di Risparmio di San Miniato a giochi ormai fatti, dopo un lunghissimo periodo di trattative durante il quale i sindaci del Comprensorio non hanno svolto alcun ruolo di peso, Gabbanini chieda garanzie solo sull’Auditorium, sulla struttura dei Cappuccini e su Palazzo Grifoni: tutte cose importanti, ma che vanno collocate al secondo posto: al primo per noi ci sono il mantenimento di un rapporto tra il credito, la struttura produttiva e le economie familiari del nostro comprensorio che dia qualche certezza e la sorte dei dipendenti della Cassa di Risparmio".

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