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Cuoio di Toscana punta sulla formazione di qualità

Il consorzio della concia ha promosso due seminari, al Polimoda di Firenze e all'università La Sapienza di Roma, per designer e comunicatori

SAN MINIATO — Un mestiere antico, ma moderno, in grado di catturare l’attenzione delle nuove generazioni di designer, comunicatori e curatori di eventi moda: Cuoio di Toscana avvia due nuovi grandi progetti in ambito formazione e conquista gli studenti della prima università italiana, La Sapienza di Roma, che vanta la quinta facoltà al mondo in humanities, e del Polimoda di Firenze, un’istituzione in ambito alta formazione per la moda, riconosciuto nei ranking internazionali come una delle migliori dieci fashion school del mondo.

Il Consorzio leader nella produzione di cuoio da suola, con quote di mercato pari al 98% di quello italiano e oltre l’80% di quello europeo, è stato protagonista di due seminari incentrati sulle tecniche artigianali di lavorazione e la concia lenta in vasca, che determinano la qualità superiore del prodotto e il suo posizionamento all’interno del comparto moda. Particolare attenzione anche alle tecniche innovative, tecnologiche e stilistiche introdotte nella produzione delle calzature. Non solo teoria: le studentesse e gli studenti coinvolti negli incontri hanno potuto toccare con mano prototipi di suole, calzature particolari, campioni di cuoio caratterizzati da colorazioni e trattamenti differenziati. Un confronto diretto, proseguito con colloqui vis a vis dopo le lezioni, tra il presente e il futuro del mondo del cuoio nell’universo moda.

“Entrare a contatto con una realtà così antica, tradizionale, storica come la lavorazione del cuoio – ha dichiarato Fabiana Giacomotti, direttore scientifico incaricato del Master de La Sapienza in Teoria e Strategie della Moda - è fondamentale per chi studia in questo settore, così com’è estremamente significativo poter conoscere il percorso che è stato svolto negli anni da Cuoio di Toscana, fino a posizionarsi come prodotto di lusso”.

La formazione in ambito tecnico e professionale, del resto, è parte integrante della mission di Cuoio di Toscana. “Oggi il cuoio può essere quello che vogliamo – ha spiegato il vicepresidente del consorzio Samuele Seli - diventare flessibile come la gomma, essere trattato in molti modi differenti. Se l’arte della lavorazione del cuoio è legata alla tradizione storica e al territorio del distretto, la tecnologia impiegata oggi è molto avanzata e consente di ottenere prodotti di altissimo livello, richiesti in tutto il mondo”.

L’incontro tra Cuoio di Toscana e Polimoda sfocerà invece in un percorso per la progettazione di una suola che sappia coniugare il portato di storia e tecnologia del Consorzio con lo spirito del tempo, mixando materiali e forme non convenzionali. Un percorso in cui si cimenteranno gli studenti del corso in Footwear and Accessories Design, che vedrà Cuoio di Toscana nel ruolo di sponsor tecnico, fornendo materia prima e consulenza. I prototipi della suola del futuro saranno svelati il prossimo giugno, in occasione degli eventi di fine anno organizzati da Polimoda.

Cuoio di Toscana è un cuoio da suola unico ottenuto con concia lenta al vegetale, un processo antico basato sull’utilizzo di tannini naturali ricavati dal legno di castagno, mimosa e quebracho. Il marchio nasce con l’obiettivo di farsi portavoce nel mondo del distretto conciario.

Le aziende che fanno parte del brand Cuoio di Toscana sono di Santa Croce sull’Arno (Bonistalli e Stefanelli Spa) e di San Miniato, località Ponte a Egola (Gruppo Conciario CMC International Spa, Conceria Gi-Elle-Emme Spa, Cuoificio Otello, Lamonti Cuoio Spa, Conceria 3S Srl e Volpi Concerie Srl).

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